mercoledì 3 aprile 2013

LOHENGRIN, R. WAGNER - HRVATSKO NARODNO KAZALISTE U ZAGREBU, TEATRO NAZIONALE CROATO DI ZAGABRIA, 29 marzo 2013, ore 18,00


Il glorioso Teatro Nazionale Croato di Zagabria, uno dei più bei teatri d' Europa, è stato nel passato, remoto e recente, fucina di voci leggendarie che hanno fatto la storia dell'opera.
Basta fare alcuni nomi per accendere in un istante la memoria di produzioni e voci storiche note nel mondo.
Milka Trnina, leggendaria Kundry a Bayreuth e Tosca per eccellenza secondo il parere dello stesso Puccini; Sena Jurinac, splendida interprete mozartiana e straussiana; Rusa Pospis Baldani, acclamata mezzosoprano nei maggiori teatri del mondo, Dunja Veizovic, interprete di riferimento wagneriana, Lilian Molnar Talajic, Veneta Janeva Ivelijc, Giorgio Surjan, Stojan Stojanov…

Per celebrare degnamente il bicentenario della nascita di R. Wagner, il teatro ha pensato di allestire una nuova produzione di Lohengrin in coproduzione con il teatro di Wurzburg, utilizzando, primo in Europa, la nuova partitura critica pubblicata da Schott Editori, che ha riesumato e  stampato tutte le varianti approvate da Wagner stesso.

La regia che Kurt Schildknecht ha pensato per questo allestimento non si discostava molto da una classica messinscena tradizionale, cigno di cartapesta incluso, ma con qualche idea interessante, come quando Ortrud nel primo atto detta sottovoce a Telramund le parole di condanna ad Elsa, oppure nel voler tratteggiare Ortrud come strega malvagia, modello Ulrica, nel suo antro di megera nel secondo atto.
Alcune idee interessanti però non sono state sufficienti a conferire alla produzione quella tensione drammatica che culmina con il duetto del terzo atto.

Si è avuta l'impressione di assistere ad uno spettacolo che avrebbe potuto dire molto, ma che nella pratica ha comunicato solo un guazzabuglio di idee confuse.
Le scena fissa di Rudolf Rischer non ha certo aiutato, consistendo in una enorme scalinata azzurra che sormontava una porta di acciaio stile ascensore, ora navicella di Lohengrin, ora antro di Ortud, ora letto nuziale, ha conferito un' atmosfera da musical che certo in un'opera come Lohengrin risulta quanto meno fuori luogo, se non supportata da un'idea registica adeguata.
I costumi di Goetz Fischer, senza tempo, epoca e fantasia, spaziavano dalle divise da soldato tipo Rambo alle paillettes anni ‘50 modello Wanda Osiris, conferendo all'insieme, ancora di più, una chiarissima idea di confusione.

Per fortuna sul versante musicale le cose sono andate molto diversamente.
Quando io penso a Lohengrin, penso esattamente ad una voce come a quella di Martin Homrich, fresca, chiara, salda.
Il tenore si cala nel personaggio completamente, senza eroismi di maniera o goffe posture da supereroe venuto da mondi lontani.
E' un giovane serio e determinato anche e soprattutto nella voce, educatissima nel fraseggio e curatissima nella dizione, vero tallone di Achille di molti Lohengrin contemporanei.
E' capace di mezzevoci impressionanti per calore e intimità, ma è anche e soprattutto dotato di  un timbro argenteo, lucente e radioso. L'emissione salda sempre sul fiato e il fraseggio sono sottoposti ad un lavoro continuo di adattamento alle esigenze interpretative.
Trionfale e meritato il successo.

Adela Golac Rilovic ha dato ad Elsa un’ interpretazione lodevole per capacità e presenza scenica, tuttavia la voce risultava spesso carente in volume. Gli attacchi, i suoni filati sono poco carezzevoli, qualche acuto non ben a fuoco, ma il candore virginale di “Einsam in truben Tagen” si è sposato bene con il timbro chiaro e leggero dell'artista.
Heinrich è stato un corretto Luciano Batinic, bella voce profonda e altera, degna di un sovrano. La parte acuta risulta spesso tirata ma nel complesso la prova è stata veramente convincente.

L'Ortrud di Dubravka Separovic Musovic non sfoggia emissioni raffinate e sinuose.
Le incursioni ai La e La # sono al limite dell'urlo, l'esaltazione all'invocazione agli dei e l'irosa e tremenda invettiva finale svelano un' emissione accidentata, sfibrata e senza appoggio. Molto meglio il duetto con Telramund, tutto note centrali e meno scoperte, dove diventa subdola consigliera, velenosa e convincente nel sottomettere il consorte.
Joachim Goltz è un Telramund magistrale sebbene con voce molto chiara.
Il suo è un Friedrich disperato, diviso tra l'obbedienza cieca a Ortrud e la fierezza del nobile deluso.
Ha proprietà di controllo dei fiati notevole, in una parte infima per scrittura. Non eccede mai nell'economia e nel controllo della voce, arrivando a regalarci un personaggio convincente.
Ljubomir Puskaric è un Araldo sicuro e preciso.

Corretti ma un poco miserini i nobili brabantini di Marko Cvetko, Sinisa Galovic, Robert Palic e Alen Rusko, così come Rea Alaburic, Iva Krusic, Marta Musap e Soja Runje come paggi.
Il coro, preparato dallo stesso direttore Niksa Bareza, ha risposto con professionalità al difficile compito in questo capolavoro, qualche incertezza solo nel fugato di inizio della scena terza del secondo atto “In Fruh'n versammelt uns der Ruf”.
Applausi convinti per tutti, con ovazioni per Homirch e Bareza.
Pierluigi Guadagni

 LA PRODUZIONE

Direttore       Niksa Bareza
Regia              Kurt Josef Schildknecht
Scene              Rudolf Rischer
Costumi          Goetz Lanzelot Fischer

GLI INTERPRETI

Lohengrin       Martin Homrich
Heinrich          Luciano Batinic
Elsa                  Adela Golac Rilovic
Telramund       Joachim Goltz
Ortrud             Dubravka Separovic Musovic
L'araldo           Ljubomir Puskaric
Paggi                Rea Alaburic, Iva Krusic, Marta Musap, Sonja Runje
Brabantini       Marco Cvetko, Sinisa Galovic, Robert Palic, Alen Rusko
Voce Di Gottfried     Ilir Stetencu

ORECHESTRA E CORO DELL'OPERA NAZIONALE CROATA DI ZAGABRIA