giovedì 15 gennaio 2015

I CAPULETI E I MONTECCHI, V. BELLINI – GRAN TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, MERCOLEDI’ 14 GENNAIO 2015.


L’allestimento de I Capuleti e i Montecchi che andò in scena due anni fa a Verona approda in questo inizio 2015 alla Fenice di Venezia, che lo ha coprodotto insieme alla Fondazione Arena ed all’Opera Nazionale Ellenica. Al suo debutto apprezzammo soprattutto l’eleganza delle scene di Alessandro Camera, che concretizzano la visione del regista Arnaud Bernard secondo cui la storia di Romeo e Giulietta è evidentemente così eterna da poter rimaner ‘blindata’ tra le cornici dei dipinti esposti in un museo in allestimento. Da questi dipinti uscirebbero i personaggi per poi agire ed animare la storia sulle note di Bellini. Quel che dispiace è che tale impianto non venga sfruttato a dovere e che gli intenti registici non siano del tutto chiari fino alla fine, ossia quando tali ‘attori’ ritornano nell’ enorme quadro che riempie tutto il palco.  In generale la regia è piuttosto statica, i protagonisti sono alquanto ingabbiati nei loro movimenti, che talvolta non appaiono aver gran significato. E la gran quantità di mimi che continuano ad allestire il suddetto museo è più un disturbo che un chiarimento agli intenti del regista. Conseguentemente anche l’interpretazione degli stessi cantanti ne ha risentito in più momenti. Apprezzabili restano gli abiti di Maria Carla Ricotti  che richiamano ad una ambientazione classica, mentre le luci piuttosto scure di Fabio Barettin incupiscono l'atmosfera ‘museale’che si fa più intima.

Anche dal punto di vista musicale, diverse sono state le perplessità.

Jessica Pratt è una artista di comprovata esperienza che emerge in tante piccole sfumature della sua voce, dai suoi pianissimo delicati, agli acuti ben assestati. Solo non è stata facilitata dalla regia piuttosto limitante e quindi la sua Giulietta è parsa talvolta un po’ trattenuta, senza quello slancio giovanile e passionale che il ruolo potrebbe suggerire.  

Dobbiamo presumere che Sonia Ganassi fosse leggermente indisposta, poiché la sua prova come Romeo è stata tutta in salita: la voce non è parsa completamente in forma, soprattutto nelle agilità, riscattandosi  comunque nei momenti maggiormente lirici e nei duetti con la partner.

Buono il Capellio di Rubén Amoretti: voce robusta e rotonda che arricchisce l’interpretazione sicura da genitore insensibile.

Il Tebaldo di Shalva Mukeria offre certo una voce chiara e ben definita, ma non colpisce per interpretazione o presenza scenica; si ha l’impressione che il personaggio vada scavato più a fondo e maggiormente interiorizzato, anche al punto di vista vocale.

Lorenzo è interpretato dall’inossidabile Luca dall’Amico. Il basso si muove a suo agio nel ruolo di accorato consigliere, ben superando i volumi dell’orchestra nel canto ed aggiungendo del suo alla poco efficace regia.

Infine l’orchestra è guidata dal Maestro Omer Meir Wellber. Il giovane direttore ci ha fatto sentire in tante occasioni la sua forte personalità nella conduzione, ma stavolta ciò non ha giovato alla resa musicale d’insieme. Quello che poteva essere l’ intento di voler rendere più ‘viva’ la partitura di Bellini, in diversi momenti è parso tradursi piuttosto nel mero accrescimento del volume, soprattutto per la sezione percussioni, tralasciando dettagli o sfumature che ci saremmo aspettati sin dall’apertura, davvero troppo fragorosa a nostro avviso.

La prova del coro diretto da Claudio Marino Moretti è sembrata buona nel complesso.

Applausi da parte del pubblico con un successo discreto per tutti i protagonisti coinvolti.


Maria Teresa Giovagnoli 


LA PRODUZIONE

direttore         Omer Meir Wellber 
regia                Arnaud Bernard 

scene               Alessandro Camera 
costumi            Maria Carla Ricotti 
light designer Fabio Barettin


GLI INTERPRETI

Capellio          Rubén Amoretti
Giulietta         Jessica Pratt

Romeo            Sonia Ganassi
Tebaldo          Shalva Mukeria
Lorenzo         Luca dall’Amico


Orchestra e Coro del Teatro La Fenice 
maestro del Coro Claudio Marino Moretti 

con sopratitoli in italiano e in inglese

nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice 
in coproduzione con Fondazione Arena di Verona e Opera Nazionale Ellenica




Foto Michele Crosera