lunedì 2 marzo 2015

CONCERTO DI VERONA LIRICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA - DOMENICA 1 MARZO 2015


Una delle cose più soddisfacenti che possono capitare quando ci si reca ad una manifestazione musicale è constatare come spesso impegno organizzativo, bella musica ed atmosfera amichevole si coniughino perfettamente insieme per un risultato di grande valore. Non è la prima volta che sottolineiamo questo aspetto riguardo all’Associazione Verona Lirica, ma ogni volta il calore di chi svolge il proprio lavoro con passione è talmente tangibile che inevitabilmente coinvolge gli interpreti e chi ascolta.

Così il concerto di ieri, ove come di consueto si sono ascoltati successi senza tempo del repertorio operistico internazionale, ha registrato un altro bel traguardo per l'associazione lirica. Stelle del pomeriggio le indiscusse prime donne internazionali Amarilli Nizza ed Ildiko Komlosi, che hanno interpretato alcuni dei loro cavalli di battaglia regalando momenti di altissima scuola canora.

Che Amarilli Nizza sapesse emozionare non vi erano dubbi alcuni, e con l’aria ‘Addio, mio dolce amore!’ da Edgar di Puccini ha sottolineato ancora una volta quanto una voce solida come quella dell’interprete, unita a consolidata tecnica ed espressività singolari, nonché cura delle sfumature, portino a performance di altissimo livello, degne dei teatri in cui onora il nostro Paese. Il duetto con la rivale Amneris di Aida dimostra inoltre come forza e potenza possano poi sfociare in dolci suoni delicati e carichi di preghiera, mentre passione e sensualità sono i tratti tipici che emergono nel duetto con Cavaradossi da Tosca; ancora morbidezza, amore e coraggio si fondono nella meravigliosa ‘La mamma morta’ da Andrea Chénier di Giordano. Intenso il duetto con Il conte di Luna dal verdiano Trovatore.

Straordinaria anche Ildiko Komlosi sia per presenza scenica che per impressionante volume vocale il cui timbro risulta omogeneo in tutta la gamma e si tinge di tinte bronzee e profonde nella zona grave, esaltata da una tecnica acquisita in anni di esperienza. Quasi da lacrime ‘Mon coeur s’ouvre à ta voix’, di Saint Saens, cantato sempre sulla parola, calibrando ed adattando il suono con squisita immedesimazione; precisa la sua Principessa di Bouillon da Adriana Lecouvreur, immancabile pezzo di Cilea; ancora pathos e grinta nel finale di Carmen di Bizet col collega tenore, così come nel suddetto duetto da Aida.

A far da loro cavalieri il baritono Elia Fabbian ed il tenore Dario Di Vietri, ora amanti ora nemici mortali nei succitati duetti, con alcuni pezzi solistici naturalmente. Fabbian ha proposto arie dall’Otello e da La forza del destino di Verdi, nonché dall’Andrea Chénier. Nel concitato duetto dal Trovatore infine abbiamo potuto apprezzare particolarmente la buona pasta vocale e l’interpretazione.
Di Vietri invece ha offerto arie da Cavalleria Rusticana di Mascagni in preparazione in questi giorni proprio al Filarmonico, si è ‘scontrato’ per così dire con il mezzosoprano come detto in Carmen, ed ha esaudito i desideri di molti fra il pubblico con l’immortale ‘Nessun dorma’ di Puccini. Pur lasciando margini di miglioramento nei passaggi cruciali del suo registro vocale, il tenore si mostra proiettato in acuto con bel colore ed una verve interpretativa che colpisce l’auditorio.

Come sempre al pianoforte il Maestro Patrizia Quarta segue ed accompagna gli artisti con la consueta sensibilità.

Applausi davvero generosi per tutti ed ancora tanta soddisfazione per gli organizzatori che vanno lodati per quanto offrono con continuità alla città di Verona ed agli amanti della bellezza in musica.

Maria Teresa Giovagnoli