lunedì 12 gennaio 2015

UN BALLO IN MASCHERA, G. VERDI – INAUGURAZIONE STAGIONE LIRICA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DOMENICA 11 GENNAIO 2015


Con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi si è aperta anche la stagione lirica al Teatro Comunale di Bologna, nell’allestimento che vi abbiamo raccontato nel 2013 dal Teatro alla Scala di Milano e che abbiamo rivisto volentieri, sia perché complessivamente lo si può considerare uno spettacolo godibile, sia perché dal punto di vista musicale abbiamo avuto il piacere di assistere a cosiddetti ‘bei numeri’.

L’idea registica di Damiano Michieletto, che con Paolo Fantin (scene) e Carla Teti (costumi) costituiscono ormai un’ inconfondibile macchina creativa, prevede una scena ‘inscatolata’ come è spesso d’uso attualmente, nella quale con elaborati cambi di scena si alternano man mano lo studio di Riccardo, una specie di sala conferenze, la sgargiante scritta al neon che sovrasta tutti nella festa finale, e così via. Come dicevamo due anni fa, la storia viene trasportata verso qualche decennio fa, ove si assiste alle tipiche e concitate fasi che animano le campagne elettorali dei presidenti americani, circondati da assistenti tuttofare, qui capeggiati da Oscar versione segretaria in carriera, col fidato Renato che è diventato il bodyguard del protagonista, ed il ballo in questione è la festa che si svolge al termine della campagna. Ma i personaggi sono coerenti alle intenzioni del libretto, l’amore tra Riccardo ed Amelia è lo stesso, come pari è l’ira di Renato e dei congiurati nei confronti del protagonista, visto a un certo punto come un uomo che arriva al potere senza troppi scrupoli e di cui vendicarsi. Il tutto è condito, come avevamo sottolineato allora, da immagini non nuovissime di prostitute che si aggirano per le vie notturne della città, sagome propagandistiche di Riccardo, dietro alle quali si nascondono gli invitati al party che quindi diventano anonimi burattini in balia del politico di turno; e non poteva mancare in tutto ciò anche la Ulrica versione imbonitrice, che oltre a predire il futuro è in grado anche di guarire gli invalidi. Come dicemmo allora, lo spettacolo si vede con piacere, pur non aggiungendo nulla di particolarmente innovativo a tante rappresentazioni viste in passato. 

Dal punto di vista musicale registriamo ancora una volta lo stato di grazia del tenore Gregory Kunde, che continua ad inanellare successi dopo successi con grandissimo consenso di pubblico. E’ una forza notevole in campo, si muove come un leone che riesce a contenere il suo ruggito dosandolo con proprietà ed intelligenza; il fraseggio è preciso, la voce dal timbro pieno, vigoroso, che trova nelle note acute la sua piena realizzazione, sempre perfettamente nel ruolo dell’uomo di potere, ma pur sempre umano, con le sue ingenuità ed imprudenze.

Debutta  Maria Josè Siri nel ruolo di Amelia. Il soprano mette molto della sua grazia e personalità nel personaggio, tratteggiando una donna lacerata tra la passione amorosa, il rispetto per se stessa e la fedeltà, mantenendo così un contegno non per questo mieloso, ma di rigore ed eleganza, sostenuto da un canto intenso, armonioso su tutta la gamma, che trova la sua somma espressione nella supplica ‘Morrò, ma prima in grazia’: un sussurro di amore e pietà.

Dissensi per la prova di Elena Manistina nei panni di Ulrica.  Nel grave sembra scomparire, mentre appare più a suo agio nel registro medio – acuto, dando la sensazione di una tessitura adatta a ruoli di altro genere; ne risente anche il personaggio che quindi deve essere caricato più del dovuto per risultare credibile. Speriamo di risentirla in altre occasioni.

Altro felino in scena Luca Salsi intesse un Renato molto dinamico, di carattere, che si avvale dello strumento che possiede per sottolineare ogni sfumatura del personaggio, offrendo così corrispondenza appropriata tra canto ed azione,  forte del suo timbro scuro e rotondo.

Per l’Oscar donna che alterna abitini femminili all’austero completo da lavoro registriamo soprattutto la buona prova attoriale di Beatriz Diaz, che forse ha una voce leggermente robusta per il ruolo interpretato, ma è certo gradevole all’ascolto.

Completano il cast nei ruoli dei congiurati Samuel e Tom, i discreti Fabrizio Beggi e Simon Lim, Paolo Orecchia e Bruno Lazzaretti come Silvano e Giudice, e .Luca Visani come servo di Amelia.

Ottima la prova del coro guidato da Andrea Faidutti e delle voci bianche di Alhambra Superchi.

Il direttore musicale  Michele Mariotti sceglie per questo ‘Ballo’ una conduzione molto dinamica, che scava nella partitura per trovarne giusti slanci e pulsioni. Sembra gustare ogni momento nella direzione, accompagnando spesso col labiale anche gli interpreti, avvolgendo e sostenendo le note, alternando ritmi serrati con altrettanti momenti di puro lirismo, sempre nel rispetto dell’azione narrata. L’orchestra lo segue come un faro ed il suono diventa caleidoscopico.

Applausi interminabili hanno accolto la chiusura dello spettacolo, con ovazioni, batti mani e piedi per Kunde, Siri e Salsi, nonché per il Maestro Mariotti; qualche contestazione alla rappresentanza della messa in scena, con Michieletto assente per improcrastinabili impegni all’estero. La serata è stata dedicata alle vittime degli atti terroristici avvenuti nei giorni scorsi a Parigi, inoltre una pioggia di volantini gialli auspicanti una maggiore oculatezza nella gestione amministrativa del teatro è piovuta dalle gallerie. Una serata ricca di emozioni dunque, in tutti i sensi.

Maria Teresa Giovagnoli  


LAPRODUZIONE

Direttore
Michele Mariotti
Regia
Damiano Michieletto
Assistente alla regia
Roberto Pizzuto
Scene
Paolo Fantin
Costumi
Carla Teti
Luci
Alessandro Carletti
Assistente alle scene
Daniele Pietrobon
Assistente ai costumi
Agnese Bertani
Maestro del Coro
Andrea Faidutti
Maestro del Coro Voci Bianche
Alhambra Superchi

GLI INTERPRETI

Riccardo
Gregory Kunde 
Renato
Luca Salsi 
Amelia
Maria Josè Siri 
Ulrica

Elena Manistina 

Oscar
Beatriz Diaz
Silvano
Paolo Orecchia
Samuel
Fabrizio Beggi
Tom
Simon Lim
Un giudice
Un servo di Amelia
Bruno Lazzaretti
Luca Visani


Allestimento in collaborazione con Teatro alla Scala Milano
 
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna






 Foto Rocco Casaluci