L'Attila di Giuseppe
Verdi inaugura la stagione d’opera al Teatro Comunale di Bologna, con
una produzione che vede Daniele
Abbado impegnato come regista ed un allestimento dalle
molteplici interpretazioni per la sua atmosfera piuttosto cupa e fumosa. L’epoca in
cui ci troviamo infatti è abbastanza generica, data una certa atemporalità insita nell’ambientazione
curata da Gianni
Carluccio, che tra il grigio ed il blu rimanda quasi ad un luogo fatiscente o devastato, ove talvolta sono collocate anche sagome di uomini in ginocchio a simbolo dei prigionieri sottomessi. Alcuni tendaggi richiamano alle fattezze
di un veliero con delle corde pendenti che sanciscono al termine la cattura e seguente
uccisione dell’invasore unno. Non ci sono particolari colpi di teatro e gli interpreti
interagiscono tra di loro circondati da pochi elementi che il regista ha voluto
come chiusi in una grande scatola astratta. Tutto sommato, pur nella sua
semplicità, risulta abbastanza in linea con l’idea di oscurità e mistero che
circonda la figura del quasi leggendario Attila. I pur pregevoli costumi dello
stesso Carluccio e di Daniela
Cernigliaro sono altrettanto estranei da precisa collocazione,
in un misto tra verginali vesti bianche con velo, divise militari da secolo scorso e tuniche decisamente più in linea col contorno.
domenica 24 gennaio 2016
sabato 23 gennaio 2016
STIFFELIO, G. VERDI – TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, VENERDI’ 22 GENNAIO 2016
Una nuova produzione di
Stiffelio ha sancito il proseguimento della stagione d’opera al Teatro La
Fenice di Venezia, cui dobbiamo attribuire certo il merito di allestire un’opera
che fino a non molto tempo fa non vantava presenze copiose nei cartelloni
operistici, perché come si sa viene spesso preferita da titoli più blasonati. Se
è vero che il libretto di Piave tratto dal dramma di Souvestre e Bourgeois si
concentra fondamentalmente sul tradimento svelato e magnanimamente perdonato, in
un susseguirsi di azioni piuttosto lineari, ci sembra tuttavia che il regista Johannes Weigand si sia limitato a portare in scena gli
interpreti senza seguirli particolarmente dal punto di vista drammaturgico. Stiffelio
subisce un’onta come marito e come uomo di fede, sua moglie si strugge tra
pentimento e rimorso, il conte di Stankar è sconvolto dagli eventi posti in
essere per l’imprudenza della figlia. Ma siamo noi a dover cogliere queste
sensazioni e gli interpreti sono chiamati ad aggiungere molto della propria
esperienza per entrare nei diversi ruoli, mentre stanno semplicemente in scena. Intorno il regista ha voluto un
ambiente diremmo geometricamente essenziale, scarno ed austero, in cui Guido Petzold ha dato risalto
principalmente alle luci, anch’esse fondamentalmente scure, a sottolineare l’atmosfera
tesa e rigida della vicenda. Non c’è molto altro in questo allestimento, il cui
fulcro è un pulpito ferrigno da cui il generoso Müller perdona la
moglie fedifraga. In linea col resto i costumi di Judith Fischer.
lunedì 18 gennaio 2016
LULU, ALBAN BERG – TEATRO COMUNALE DI BOLZANO PER OPERA 20.21, VENERDI’ 15 GENNAIO 2016
Con Lulu di Berg continua a Bolzano la stagione della Fondazione Haydn OPER.A. 20.21 che, come detto in occasione
della precedente messa in scena, rivolge una particolare attenzione ai titoli
di questo e del precedente secolo. Opera questa dalla gestazione travagliata,
con la dipartita del compositore dopo aver orchestrato soltanto due atti nel
1935, essa fu completata col terzo grazie all’intervento di Friedrich Cerha molti
anni più tardi su materiale dello stesso Berg. Ma la versione rappresentata a
Bolzano è quella ulteriormente rivisitata soltanto nel 2010 da Eberhard Kloke per
orchestra da camera, nell’allestimento proveniente dalla Welsh National Opera, che si adatta maggiormente al palcoscenico del teatro bolzanino e che vede
anche nella parte musicale un apporto più intimistico a supporto di tale
allestimento. Non più un azzardo oggi come oggi portare sul palco la vita a dir
poco lasciva di una donna come Lulu dai mille volti e dai numerosi
nomi/nomignoli che man mano i suoi amanti le attribuiscono. Femme fatale in
tutti i sensi vista l’incredibile escalation di morti causate tra infarti,
suicidi ed omicidi per sua stessa mano. Nonostante la miriade di personaggi,
pur ridimensionati da Berg rispetto alle opere da cui trasse la storia di Lulu (Il vaso di pandora e Lo spirito della terra di Wedekind)
tutto si svolge attorno a lei con i suoi mariti ed amanti. Il regista David Pountney tende a sottolineare in tutto lo spettacolo l’ambientazione circense da cui prende atto: non solo la protagonista, ma tutti gli interpreti sono delle figure
animalesche le cui allegorie agiscono guidate come sotto ipnosi dalla Lulu-
serpente, donna e tentatrice. I colori la fanno da padrone nelle scene di Johan
Engels come nei costumi di Marie-Jeanne Lecca, che per la
protagonista sono luminosi ed appariscenti con le immancabili pailettes. Al
centro di questo circo dalle ‘luci rosse’ o comunque dalle atmosfere lugubri,
ben giocate da Mark Jonathan, una scala/spirale vuole sottolineare il turbinio
degli eventi innanzi alla quale vengono sistematicamente appesi i corpi delle
vittime, mentre le loro anime sono accompagnate in processione nell’aldilà
uscendo di scena.
Risultano
talvolta superflue o un quanto meno ridondanti le voci registrate che fuoricampo
aggiungono pensieri ai protagonisti.
domenica 17 gennaio 2016
ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO, 50a STAGIONE CONCERTISTICA - AUDITORIUM POLLINI DI PADOVA, concerto di giovedì 14 gennaio 2016
Programma impegnativo con molta carne al
fuoco quello del concerto n.6407 dell'Orchestra di Padova e del Veneto.
Affiancare al musicista principe del
rinnovamento musicale italiano del novecento, Respighi, il maggior
rappresentante della Dodecafonia italiana, Dallapiccola e concludere con una
rielaborazione della ricostruzione dagli abbozzi dell'adagio della Decima
Sinfonia di Mahler, è impresa arditissima soprattutto per un organico come
quello dell'Orchestra di Padova e Del Veneto, non particolarmente avvezzo a
questo repertorio.
Ma non è impresa da spaventare Marco Angius, direttore navigato tra le
partiture del novecento, che riesce a portare a compimento nonostante qualche
difficoltà la serata Patavina.
mercoledì 13 gennaio 2016
LE NOZZE DI FIGARO, W.A. MOZART - TEATRO REGIO DI PARMA, 12 gennaio 2016
dove andaro i
giuramenti di quel labbro menzogner?
Apertura in gran
spolvero al Teatro Regio di Parma per la stagione d'opera 2016 con una produzione
di Nozze di Figaro ed un cast notevole.
L'allestimento
firmato da Mario Martone per il Teatro San Carlo di Napoli nel 2006, ha
girato ormai mezza Italia per approdare sulle tavole del teatro parmigiano
ripreso da Raffaele di Florio, sostanzialmente invariato.
La scena fissa
che ci propone Sergio Tramonti per tutti i quattro atti, fa da scatola magica
agli intrecci della Folle Giornata ma limita un poco la fantasia drammaturgica,
tutta concentrata al proscenio e mai particolarmente brillante, a discapito di
una briosità scenica, vitale nel lavoro mozartiano.
lunedì 11 gennaio 2016
PRIMO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA – domenica 10 gennaio 2016
Dopo la
sessione autunnale al teatro Ristori la musica sinfonica si sposta al
Filarmonico per proseguire per alcune tappe la stagione invernale, e dobbiamo dire che l’inizio è stato più
che positivo, con un’orchestra dell’Arena veronese parecchio convincente grazie
anche all’apporto dell’ottimo direttore Federico
Ferri.
Con un
programma piuttosto popolare che difatti ha visto un teatro quasi esaurito,
abbiamo ascoltato tre pietre miliari del repertorio sinfonico di fine settecento
ed inizio ottocento, partendo da Mozart, passando per Beethoven, concludendo
con Schubert.
mercoledì 6 gennaio 2016
Marco Angius, Direttore Musicale OPV, ricorda Pierre Boulez
Il mondo musicale piange la scomparsa di Pierre Boulez, compositore e direttore d'orchestra, protagonista assoluto della musica del Novecento, morto a 90 anni.
Lo ricorda anche Marco Angius, Direttore Musicale dell'Orchestra di Padova e del Veneto e direttore italiano di riferimento per il repertorio contemporaneo. Oltre ad aver diretto l'Ensemble Intercontemporain a Parigi, fondato da Boulez, Angius è stato sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI lo scorso 20 febbraio in occasione dell'omaggio di "RAI Nuova Musica" per i 90 anni del geniale musicista francese.
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